Si è aperta oggi a Milano la Italy Corporate Governance Conference 2016

Milano, 1.12.2016 – Ha preso avvio oggi a Palazzo Mezzanotte la 2° edizione dell’Italy Corporate Governance Conference (ICG conference) promossa dal Comitato per la Corporate Governance, organizzata da Assogestioni ed Assonime in cooperazione con l’OCSE e con il supporto di Borsa Italiana.
La Conferenza si propone di offrire un forum annuale di discussione sullo “stato dell’arte” della Corporate Governance in Italia coinvolgendo esponenti di primo piano delle istituzioni e della comunità finanziaria sia nazionali che internazionali.
Nel corso dei due giorni di dibattito saranno affrontati i nodi cruciali del governo delle società quotate italiane, dal rapporto tra società e investitori istituzionali, alle responsabilità del consiglio di amministrazione nella creazione di valore a lungo termine dell’impresa e nel processo di nomina degli amministratori, al ruolo degli azionisti rispetto alle politiche di remunerazione dei manager e alle operazioni in potenziale conflitto di interessi.
La Conferenza, dopo il saluto del CEO di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi e l’introduzione di Gabriele Galateri di Genola, Presidente del Comitato per la Corporate Governance e delle Assicurazioni Generali, è stata aperta dall’intervento di Claudio De Vincenti Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“La corporate governance è un elemento chiave per ristabilire la fiducia nei mercati dei capitali – ha sottolineato in particolare Galateri nella sua introduzione – ma anche per colmare il gap tra il flusso in aumento dei risparmi e il crescente bisogno di investimenti necessari per sostenere la crescita”. L’autoregolamentazione, attraverso i codici di corporate governance, “ha fornito uno strumento dinamico per identificare le migliori pratiche ed aggiornarle alle nuove sfide ed opportunità indotte dall’evoluzione dei mercati dei capitali e dalle pratiche societarie”. Galateri ha accennato infine alle nuove tematiche emergenti. “Innanzitutto – ha osservato – c’è bisogno di calibrare meglio gli standard di corporate governance delle così chiamate growth companies” perché siano “adatti alle loro caratteristiche peculiari ed allo stesso tempo capaci di dare fiducia agli investitori”. La seconda sfida è la corporate governance degli intermediari finanziari. Per questi soggetti le regole di sorveglianza impartite dai regulator si stanno espandendo a temi come la remunerazione, risk management, composizione e struttura dei board, seguendo un approccio regolamentare da “comando e controllo” che – ha osservato Galateri – è “inusuale nelle materie di corporate governance”. In questo caso “la sfida è trovare un bilanciamento tra il bisogno di evitare fallimenti nella corporate governance, soprattutto per intermediari di importanza sistemica che hanno contribuito alla crisi finanziaria, e la necessità di assicurare che gli assetti di corporate governance di queste entità possano evolvere e diversificarsi così da incoraggiare un’effettiva competizione”.